By / 6th gennaio, 2017 / News / 2 Comments

Romeo e Giulietta (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet – La tragedia eccellentissima e lamentevolissima di Romeo e Giulietta) è una tragedia, composta da William Shakespeare tra il 1594 e il 1596, tra le più famose e rappresentate, nonché una delle storie d’amore più popolari.

Occorre dire però, che, dalle scoperte fatte da vari studiosi di letteratura medievale inglese ed italiana, sembra che il drammaturgo inglese non abbia scritto il testo di questa opera solamente basandosi sulla sua ispirazione, perché sono stati trovati altri manoscritti i cui contenuti sono uguali a quello di Shakespeare, ma sono stati scritti antecedentemente.
In particolare vi è quello di Luigi da Porto (Vicenza, 1485 – Vicenza, 10 maggio 1529) uno scrittore e storiografo vicentino.
Luigi da Porto nella sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530 circa, diede alla storia molto della sua forma moderna, rinominando i giovani Romeus e Giulietta e trasportando l’azione da Siena a Verona (città che ai tempi di Da Porto era strategicamente importante per Venezia), all’epoca di Bartolomeo della Scala, nel 1301-1304. Da Porto presenta il suo racconto come storicamente vero e nella trama sono già presenti elementi chiave: personaggi corrispondenti a quelli di Shakespeare (Mercuzio, Tebaldo e Paride), la rissa, la morte di un cugino dell’amata perpetrata da Romeo, il bando dalla città di quest’ultimo e la tragica fine di entrambi in cui Romeo prende un veleno e Giulietta si trafigge con un pugnale. Da Porto trovò forse ispirazione dalla visione delle due rocche scaligere presenti a Montecchio Maggiore (in provincia di Vicenza), che appaiono in contrapposizione tra loro. Inoltre nel suo racconto paiono rispecchiarsi vicende autobiografiche, ovvero il suo amore con Lucina Savorgnan, nel contesto delle faide fra famiglie nobili in Friuli.

Per quanto riguarda i nomi delle due famiglie coinvolte in questa opera, erano già noti nel Trecento, inserite da Dante nella sua Commedia (precisamente nel canto VI del purgatorio, versi 105-106-107):

“Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti!”

Solo i Montecchi sono originari di Verona, mentre i Capuleti (che in realtà si chiamavano Cappelletti) provengono invece da Brescia, anche se si trovano pure a Verona fino agli anni della permanenza di Dante, nell’odierna casa di Giulietta, dove la loro presenza è testimoniata anche dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell’arco di entrata al cortile dell’edificio duecentesco. Non ci sono notizie di lotte tra Cappelletti e Montecchi, mentre questi ultimi hanno portato avanti per molto tempo una lotta sanguinosa contro i guelfi (in particolare con la famiglia guelfa dei Sambonifacio). Le notizie sui Montecchi vengono dopo che furono banditi dalla città da Cangrande della Scala, dopo aver tentato un complotto contro di lui. Il contesto storico in Dante non fa riferimento alle vicende dell’amore contrariato tra gli amanti di queste famiglie, che non vi appaiono, ma parla delle due famiglie, commiserandole, dato che erano famiglie «già tristi».

In ogni caso a Verona tutti ringraziano Shakespeare, per il turismo che la vicenda ed il mito di Romeo e Giulietta portano in città.

Bibliografia:
• Dante Alighieri. Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI, vv. 105-106-107.
• Giovanni Arnaldi, Montecchi, in Enciclopedia Dantesca, Roma, Treccani, 1970.
• Mario Carrara, Gli Scaligeri, Milano, Dall’Oglio, 1966.
• Giovanni Solinas, Storia di Verona, Verona, Centro Rinascita, 1981
• Luigi Da Porto, La Giulietta, Giunti Editore, ISBN 88-09-20456-5.
• Cino Chiarini, Romeo e Giulietta. La storia degli amanti veronesi nelle novelle italiane e nella tragedia di Shakespeare, Firenze, Sansoni, 1906.
• A. Serpieri e AA. VV., Nel laboratorio di Shakespeare. Dalle fonti ai drammi, Parma, 1988.
• Maria Cristina Zaniboni, Un’antica passione. Romeo e Giulietta dalle fonti a Shakespeare, Imola Grafiche Galeate, 1988.
• La Giulietta nelle due edizioni cinquecentesche, a cura di Cesare De Marchi, Firenze, Giunti, 1994.
• Le storie di Giulietta e Romeo, a cura di Angelo Romano, Roma, Salerno, 1993.
• Albino Comelli e Francesca Tesei, Giulietta e Romeo: l’origine friulana del mito, L’Autore Libri, Firenze, 2006.


2 Comments

  • Gregorio Grasselli 30 novembre 2017 at 09:08

    Segnalo questo magnifico studio:
    D’amore, di morte e di altri poteri. La società veronese del XVI secolo di fronte alla novella di Giulietta e Romeo.
    Andrea Brugnoli studia come la novella di Da Porto cadde come il cacio sui maccheroni sulle vicende politiche veronesi, e come Clizia (Gerardo Boldieri) col suo poema, Bandello con la sua novella e Girolamo Dalla Corte (nipote di Gerardo) che inserì la vicenda come reale nella sua Storia di Verona facessero tutti parte della stessa cerchia interessata a legare questa storia alla città.

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  • Gregorio Grasselli 30 novembre 2017 at 09:09

    Segnalo inoltre questo spettacolo su Luigi Da Porto:
    http://gtu.uniud.it/appuntamenti.htm#giulietta
    a Pordenone il 10 dicembre.

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